Archivio per Maggio 2009

Profondamente superficiali.

31 Maggio 2009

Ogni tanto mi piace dire la mia su cose poco importanti. Tipo la mia vita. Ma oggi parleremo dell’ultimo single di Lady Gaga: Paparazzo. Checchè se ne dica, il cortometraggio non è affatto solo un video musicale. E’ un video denuncia. Dovrebbero farlo vedere nelle scuole, magari con la Gabanelli che lo introduce e poi apre un dibattito in classe. Ah, se avessimo uno o due milioni di Gabanelli, la nostra italietta sarebbe un posto migliore, ma questo è un altro discorso. Veniamo al video: la violenza di plastica fa orrore. Ma ci piace, è una violenza smaltata, glam, di classe. Ci è lontana, quindi ci affascina, ma è finta e volgare, quindi ci ripugna. Un culo o due non hanno mai ucciso nessuno, figuriamoci se il video dovesse essere censurato per un perizoma o una palpatina. Buona Domenica al confronto è un video hard amatoriale.

Si è detto di censurarlo per la storia, per il crimine. Avete mai letto la biografia di Corona? Io si, e vi assicuro che è molto più stupidamente violenta rispetto a questo piccolo video, che resterà tutto sommato non capito, anche se le parole “We are plastic but we still have fun” resteranno come epitaffio ad imperitura memoria in questa post-società dello spettacolo.

Prendimi e portami a casa.

31 Maggio 2009

Le domande. Oggi, mentre ancora avevo una parvenza di voglia di scrivere la tesi, prima che me l’ammazzassero, mi telefona una tizia.Salve, Salve, Posso fare un’intervista, lavoro per un’agenzia di Marketing? Starei scrivendo la mia tesi… Ah, nemmeno 5 minuti di pausa? No, davvero, non posso… Ah, capisco. Arrivederci, Arrivederci. Era molto gentile e dalla voce sembrava anche simpatica. Quante domande. Chissà, magari mi avrebbe fatto le domande che non ho voglia di pormi. Potessi tornare indietro risponderei a quelle domande. Le domande. Quante domande. Tante. Tante. Sarei tentato di scrivere anche troppo poche, ma io ne ho abbastanza, quindi a questo giro faccio volentieri a meno di sminuirmi. Quante domande. Tante senza risposta, ma quelle sono meno le inquietanti. Quelle scomode sono altre. Ci sono ombre di punti interrogativi che si stagliano contro risposte impiccate, squartate, violentate e poi soffocate. Quelle sono domande inquietanti. Le domande che hanno come risposta verità morte, morte male, in maniera oscena.

Oggi mi sembra di aver mancato ad un appuntamento con la morale della storiella. Mi sembrava, già da prima che la fabula evolvesse, che le cose dovevano andare in questo modo. Quindi, dopo che avevo visto solo lo sguardo dell’allenatore della squadra avversaria, avevo già capito la formazione e il risultato finale. La morale della favola, prima della partita mi ha mandato un sms: “ci vediamo dopo la partita in via telavevodetto”. La partita è andata a finire come credevo, ma all’appuntamento non ci sono andato. Sono uno che evita di imparare la lezione. Mi fa troppo male, semplicemente evito. Evito, magari mi va meglio la prossima volta. Oppure la prendo di sorpresa e quando meno se l’aspetta la invito fuori io. Sarebbe quasi l’ora. Ecco una domanda da fare al telefono in una ricerca di marketing:

Quando si deciderà ad imparare la lezione?
Mai.
Mai mai?
Si.

Sul come cambiare umore.

30 Maggio 2009

*Lhaudian ce l’ha col mondo intero+1, per non dire con se stesso*
*La madre di Lhaudian apre la porta, gettando uno spiraglio di luce nell’oscurità della Lhaudiancaverna*
Lhaudian: …
*La madre di Lhaudian aspetta che i suoi occhi si abituino al buio più totale mentre Lhaudian si sente ferito mortalmente agli occhi*
Lhaudian: …
Madre di Lhaudian: Tu come lo vuoi il panuozzo?
*A Lhaudian, improvvisamente, il mondo non sembra più così brutto*
Lhaudian: Uhm…
*Lhaudian apre la bocca, come se stesse per addentare una dolce figa bagnata, mentre con gli occhi spiritati fissa il vuoto*
Madre di Lhaudian: …
*Lhaudian si volta di scatto verso la genitrice e inizia a enumerare aiutandosi con le dita*
Lhaudian: Allora: salsiccia, scamorza e funghi…
*A Lhaudian il mondo sembra addirittura bicromo*
Madre di Lhaudian: Prendo anche una birra…
*Lhaudian pensa che il paradiso è in terra e la condizione metaumana sull’escatologia delle religioni semi-storiche è una cacata perchè non prende in considerazione il panuozzo*
Lhaudian: Ceres Red Erik
*La madre di Lhaudian annuisce, poi si volta e chiude la porta, ripristinando la giusta dose di nero nella Lhaudiancaverna*
*Lhaudian pensa al Ketchup e alla Maionese, mentre si avvia verso una vistosa erezione*

Scrivere d’altro mi consola solo a metà. L’altra parte ha bisogno di alcol.

30 Maggio 2009

Un vecchio detto, di cui non mi ricordo l’origine, diceva che un fenomeno che succede nell’universo solo una volta, può non succedere più o succedere sempre. Insomma, i miracoli succedono solo una volta, le altre cose no, almeno due. Sono molto scettico sui miracoli, penso sia tutta roba per vedere meglio Cristo, la verginità e il cardinal Bagnasco (ma questa è un’altra storia) il che mi porta ad essere pessimista sul detto su ricordato. Come al solito, sono pessimista anche quando vedo gli Happy Hyppo, figuriamoci quando si parla di speranze. Vabbhè, ve la taglio corta. la morale è che ci sono cascato nuovamente. Da leone, sei diventato agnello un’altra volta. Il copione mi sta iniziando a scocciare.

Ho bisogno di un Martini.

Modus amandi.

29 Maggio 2009

..apri le pagine sul suo dolore.. (F. De Andrè)

Conto i libri sulla mia scrivania. 1 2 3… 6… 10 11 … più di 15. Sono grandi autori, grandi filosofi che hanno scritto sul tempo, sulla storia. Li amo, come non ho mai amato nessuna. E’ un amore speciale, che un vivente non si merita. Mi sembrano immortali, ma loro non appartengono nè al loro tempo, nè tanto meno all’eternità. Sembra abbondante, sembra un amore traboccante. E invece è vuoto e sterile. E’ manchevole. Oggi mi son svegliato di cattivo umore. Si vede eh?

Ennesima pausa.

28 Maggio 2009

Mi sembra di aver scritto per chilometri e chilometri, oggi. Invece erano 2 pagine e 4 note. Invece erano altre duecento/trecento pagine lette fra i vari mattoni che sto leggendo. Invece era qualche paranoia. Il conto alla rovescia mi fa paura, ma non c’e’ coraggio dove non c’e’ paura. Un pò come dire non c’e’ zoccola dove non c’e’ fogna. Oggi ho preso due libri, li ho fatti collidere ed è uscita un’idea che sembrava decente. E’ questo il problema delle idee. Sembrano. Che culo.

Mi sono ripromesso che se non scrivo almeno 4 pagine al giorno, il giorno dopo mi devo punire. Ora se non faccio altre due pagine domani per punizione diventerò fan di Tiziano Ferro su Facebook. Intanto sono instabile. Ma prima mi piaceva, ora no.

Il problema è che me ne frega, ancora. Ancora un pò, e sarò libero. Vedo la luce!

Da grande voglio essere come Marta.

27 Maggio 2009

marta scrive (22.30):
*a me le persone dolci mi fanno violenza.

Spegnetemi.

27 Maggio 2009

Non avevano voglia di esistere, solo che non potevano esimersene. (Sartre)

Da un mio post del 17 novembre 2008, insomma quando ero felice, ma felice felice. Mica come ora…

27 Maggio 2009

E=mc^2. Teoria della relatività ristretta. E’ affascinante. E’ un cambio di paradigma. L’energia è uguale alla massa moltiplicata alla velocità della luce nel vuoto al quadrato. c^2 è un numero altissimo… si scrive con un 9 succeduto da 16 zeri. Questo ci dice perchè da un corpo anche piccolo, per definizione comunque dotato di massa, viene spigionata una grande energia e vice versa. Per dirne una eh..

Mi piace pensare che fra fisica e scienze sociali, dalla sociologia pura finendo alla psicologia sociale, ci siano dei legami. Un’idea junghiana del sapere sociale. Spesso vado oltre. La fisica è tutto quello che attiene alle cose della natura per dirlo come un greco, ma la natura non è cultura. Se fossero speculari sarebbe tutto più facile, ma le cose sono più complesse e spesso si cade in facilonerie riduzioniste.

Mi piace pensare che fra fisica, scienze sociali e relazioni personali ci siano dei legami. Un’idea pseudojunghiana sullo speudolismo universale. Chissà, magari la formula della relatività funziona bene anche nelle relazioni di coppia o amicali. C’e’ quasi sempre un fattore di conversione fra due grandezze nello stesso insieme. Ma vai a capire qual’e’. E una volta capito, la sua utilità è tutta da dimostrare.
Una formula è una formula, un fattore di conversione è un fattore di conversione. Una persona è una persona. Una persona e una persona sono un nugolo strettamente caotico di cazzi volanti che senza meta nè destinazione*, per dirlo come gli immondi Sonohra, che ti urlano in testa come dei gibboni a cui è stato fottuto un casco di banane.

Mi piace pensare che le cose siano semplici. Ma poi mi accorgo di essere circondati dai suddetti cazzi volanti. Appena si addormentano o smettono di gridare così forte, devo decidere dove ammazzarmi.

*che poi è la stessa cosa -_-”

Alcuni altri momenti in biblioteca.

27 Maggio 2009

Esse sanno e non sanno, che l’agire è soffrire
e il soffrire azione. Nè colui che agisce soffre
nè il paziente fa. Ma sono entrambi fissi
in un’eterna azione, in un’eterna pazienza
alla quale tutti devono consentire perchè sia voluta
e tutti debbano soffrire per poterla volere,
onde sussista la trama.

(Eliot, Murder in the Cathedral – 1935 – mio corsivo)

Prendo le mie parole, le lancio. Nell’aria creano pochissimo attriro e, veloci, percorrono centinaia di metri. Le vedo fare piroette carpiate, evoluzioni futuriste. Poi prendo il fucile, e le sparo. Tiro al piattello masochista. Un altro modo di volersi male.

Enjoy.