Musica Nuda – Non andare via
Musica Nuda – Non andare via

Alexa Chung, classe 1983, inglese, presentatrice. Attualmente conduce un programma live sulla MTV inglese. Peccato sia fidanzata con uno dei più fighi frontman del momento, Alex Turner, cantante degli Arctic Monkeys e dei Last Shadow of Puppets. Vabbhè, quando lo molli, ci si becca per un caffè.
Guidare a notte fonda è un piacere quasi sessuale. La strada è per me così godibile, e il solo fatto di incontrare una macchina o due lungo un tragitto di mezz’ora mi riempie il cuore di gioia. Intenzionalmente non prendo la strada più breve, ma quella che mi porta davanti al golfo di napoli. Adoro camminare a cavallo della striscia continua, sapendo che non c’e’ nessuno, adoro scalare in curva. Il cielo si staglia sopra il mare ed è grigio plumbeo, saranno le 3 e qualche decina di minuti. Le nuvole si illuminano a festa, c’e’ un temporale sul mare. A duecento mentri c’e’ un senso alternato, rallento, aspetto che sia arancione. Mi fermo. Mi fermo e guardo un panorama che solo io riesco a vedere. Una punto senza curarsi troppo del rosso e del paesaggio mangia i 20 metri di senso alternato ruggendo. E’ strano, il mio pezzo preferito della macchina è lo specchietto retrovisore, lo guardo spesso, per andare avanti. E’ verde, e quasi mi dispiace, ma dopo alcune curve, quelle fra baia e lucrino, c’e’ un rettilineo tutto mio. La prepotenza della quinta spinge a 100 all’ora la mia macchinetta, in uno stradone largo. Non c’e’ nessuno all’orizzonte e fra un pò si entra nel centro abitato. Scalare è un esercizio di stile. Odio la radio in macchina, adoro il silenzio del mio abitacolo. Un pò di silenzio, un cielo che non condividi con nessuno, il contagiri che ti saluta. E’ tutto così piacevole.
Allora, ci ho messo 2 mesi e mezzo ma mi sembra di aver capito il senso del mio primo capitolo [circa 25/30 pagine] della mia tesi. Lo scrivo qui così me ne ricordo. Sconsiglio vivamente la lettura.
Essenzialmente la scissione moderno-postmoderno è una questione di ermeneutica. La faglia che c’e’ fra questi due blocchi “temporali” è di natura psicologica. Insomma: è successo qualcosa. Visto che non sono Umberto Eco non posso analizzare tutti i rapporti fra questi due blocchi; tenuto conto di ciò, e che non ci tengo molto a laurearmi, analizzo il rapporto cronosofico fra questi due modi di sentire.
Premessa generale: il tempo è una cosa, la storia ne è un’altra. L’età moderna ha storicamente un inizio e filosoficamente una fine. Bene, cancelliamoli, facciamo finta che non esistono, andiamo a cercare qualcosa in mezzo all’età moderna: c’e’ qualcosa che è mutato nel sentire il tempo. Si chiama temporalizzazione della storia. Teoricamente, o teoreticamente, la temporalizzazione è il carattere moderno del sentire il tempo. E’ una dinamica metastorica che ha in se tre spinte:
disponibilità
secolarizzazione
accelerazione
ora: e’ difficile starmi dietro, perchè voi non avete letto tutta la mia bibliografia, però cercherò di analizzare in maniera sintetica i tre caratteri affinchè si possa capire qualcosa.
La disponibilità e la secolarizzazione vanno a braccetto. Sono due spinte che indicano un solo movimento: il tempo viene tolto da Dio e dato agli uomini [secolarizzazione] e l’uomo ne fa quello che vuole [disponibilità] detta così sembra una cazzata, ma non lo è. Basti pensare solo sommariamente alle analogie e le differenze teoretiche, escatologiche e soteriologiche fra il tempo di Dio e il tempo dell’uomo.
L’accelerazione [con una elle] è il frutto di una dinamica sociale. Questa dinamica dipende sia dalla disponibilità storica sia dalla secolarizzazione. E’ una dinamica di tipo dipendente che porta la storia a fare i conti col futuro. Insomma, grazie alla temporalizzazione, il futuro è già passato, tanto da essere storia [vedi Marx, von Stein e Droysen solo per alcuni autori moderni che fanno quello che ho scritto su].
Considerando che sono partito dal 1600 e sono arrivato alla fine dell’ottocento, è anche pochino. Ma dove voglio arrivare? Sposando un taglio conflittualista (Debord (L)), finisco il capitolo analizzando le dinamiche sociali, e nello specifico politiche, della temporalizzazione; un aggancio importante, il filo che mi tiene insieme il discorso è il link che c’e’ fra la nascita dell’opinione pubblica in koselleck e nelle opere di habermas.
in pratica -> c’e’ qualcosa di importante nel moderno, riguardo la storia e il tempo. Ci sarà anche nel postmoderno [ammesso e non concesso che il postmoderno esisti? che poi fra parentesi per il mio relatore il postmoderno non esiste, quindi tutto questo che sto facendo è senza senso]? Io so già la risposta, ma voi l’avrete solo nel terzo capitolo [il secondo mi serve a strutturare meglio la domanda, da quanto mi immagino].
Vorrei avere più tempo, o semplicemente più voglia, per fare di più, ma le mie insoddisfazioni da colmare con l’alcool mi rubano sia il primo che la seconda.
Alice nel paese delle Meraviglie – Disney – 1951
La forza dei pazzi è la misura in cui la propria pazzia è forte. Ultimamente ho solo voglie inespresse e disattese. Ultimamente importa poco. Ultimamente.

Aleksandra Kostenjuk, classe 1984, russa. Attuale campionessa mondiale di scacchi. Peccato sia sposata e abbia un figlio. Vabbhè se ci ripensi, fammi un fischio.
Caro amore
nei tramonti d’aprile
caro amore
quando il sole si uccide
oltre le onde
puoi sentire piangere e gioire
anche il vento ed il mare.
La solitudine è una benedizione per chi si sa ascoltare. Ma allora perchè continuo a dirmi sempre le solite cazzate? :\

Amo Calvin e Hobbes. Ho bisogno di cose che una persona normale non può darmi. Sto iniziando a prendere sul serio l’idea di un gatto o un cane.
Vero, non ho nessun problema. Davvero. Proprio si. Giuro eh.
Ma andate a fare in culo. Così per intendersi un pò :)
<<Di cos’hai bisogno? Hai bisogno di pace e disprezzo? Allora io ti dico, sappi che le parole più accorate son quelle che non si dicono, ma difficilmente sortiranno qualcosa negli altri. Senti le mie, e giudica. Hai bisogno di trasformare il tuo “devo” in “voglio”. Poichè il voglio è più forte del devo. Finchè non vorrai, non vivrai e sarai solo un’altro filo d’erba nella foresta. Sappi che tutte le quercie prima erano fili d’erba. Vollero, e crebbero. Solo chi vuole, chi desidera, chi sente, può trasformare ciò che ha dentro di se in potenza. Non essere servo dei tuoi “devo”. Sii padrone dei tuoi desideri.>>
Così parlò Lhaudian.