Lunedì: minestrone.

By lhaudian

A casa mia, dopo gli eccessi gastronomici del weekend, generalmente ci si mette a dieta. Il minestrone diventa la giusta declinazione napoletana del ramadan islamico. A pranzo il lunedì ci si scassa le palle col minestrone. Con olio a crudo, senza sale, senza minestrone. E’ più una punizione che ingenera catarsi che minestrone. Il lunedì mangiamo catarsi. Eccheccazzo. Poi puntualmente il martedì ci si strozza con corde di salsicce chilometriche, migliaia fiammiferi di patate fritte, e via dicendo. Però il lunedì catarsi. Io l’ho sempre trovata una cosa stupida e come tutte le usanze stupide l’ho rispettata si e no una decina di volte nella mia vita.

Scriveva Jung che la colpa è un motore immobile di potenza straordinaria, che può generare comportamenti compensatori stranissimi. Il minestrone non è altro che una compensazione simbolica vissuta a livello totale [poichè tutti lo mangiano a casa mia] e per questo simulacro di una vergogna atavica della propria fame. C’è da dire che ognuno ha il suo minestrone, cioè ognuno mette in atto comportamenti compensatori puramente simbolici [si, anche io].

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